1 febbraio 2026

Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa: una piattaforma per un dialogo globale fondato su principi tra comunità di fede

In continuità con gli sforzi internazionali nell’agenda delle Nazioni Unite per una cultura di pace e per il dialogo interreligioso e interculturale  

La Settimana Mondiale dell’Armonia Interreligiosa, osservata ogni anno nella prima settimana di febbraio, offre un quadro internazionale per il dialogo e la cooperazione tra comunità religiose. La Settimana è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 65/5 del 20 ottobre 2010, a seguito di una proposta presentata all’Assemblea Generale da Re Abdullah II di Giordania, la cui iniziativa ha fornito un impulso diplomatico decisivo per elevare l’armonia interreligiosa al livello di una ricorrenza globale delle Nazioni Unite. Essa rappresenta un periodo mirato in cui le comunità di fede possono realizzare iniziative congiunte in materia di prevenzione dei conflitti, riconciliazione, inclusione sociale e sensibilizzazione pubblica sulle iniziative interreligiose già esistenti. 

27 gennaio 2026

Ricordare il passato, salvaguardare la nostra umanità condivisa

Dichiarazione UPF per la Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto 2026, in linea con il tema ONU 2026: “Memoria dell’Olocausto per la dignità e i diritti umani”

Il 27 gennaio, la Universal Peace Federation (UPF) si unisce alle Nazioni Unite nell’osservare la Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto. Questa data segna la liberazione di Auschwitz-Birkenau nel 1945, un evento che rivelò la portata della crudeltà umana e l’impatto devastante dell’odio, dell’antisemitismo e dell’indifferenza morale. Istituita con la Risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1° novembre 2005, questa giornata di “memoria dell’Olocausto” invita ogni generazione a ricordare, riflettere e assumersi la responsabilità di garantire che tali crimini non si ripetano mai più. È un atto di memoria e una riaffermazione dell’impegno condiviso dell’umanità per la dignità, i diritti umani e la pace.  

24 gennaio 2026

Dalla dignità alla prassi – una serie in 3 tappe

Parte 3 - Negli ultimi mesi, seguendo i materiali dei “secondi 100 giorni” legati alle Nazioni Unite, abbiamo raccolto una convinzione semplice: la pace è fatta di pratiche verificabili. Questa serie propone tre prospettive complementari: proteggere i civili (R2P), rafforzare la resilienza dei territori (Mare & Foresta), raccontare le crisi senza ferire (IMAP).

Leggi anche: [Parte 1 – Proteggere i civili] · [Parte 2 – Mare & Foresta]

Media per la pace

Dieci regole per raccontare senza ferire

Le parole possono curare o ferire. Quando raccontiamo guerre, migrazioni o violenza, la scelta del titolo, dell’immagine e della fonte decide se aggiungiamo dolore o protezione. Le linee guida IMAP nascono per un’informazione che tenga insieme verità e dignità: dieci regole semplici per evitare sensazionalismo, tutelare le vittime, verificare i fatti e indicare vie d’uscita.


di Giorgio Gasperoni

C’è un momento, in ogni redazione, in cui il mondo entra dalla porta senza chiedere permesso: una foto, un audio, un video. Un titolo possibile. Un secondo titolo, più “forte”. Poi la tentazione più comune: pubblicare subito e ragionare dopo. È lì che si decide che tipo di informazione vogliamo essere. Perché raccontare una crisi non significa solo “dire cosa è successo”: significa anche scegliere se la nostra narrazione protegge le persone o le espone, se aiuta a capire o alimenta la rabbia.

Dalla dignità alla prassi – una serie in 3 tappe

Parte 2 - Negli ultimi mesi, seguendo i materiali dei “secondi 100 giorni” legati alle Nazioni Unite, abbiamo raccolto una convinzione semplice: la pace è fatta di pratiche verificabili. Questa serie propone tre prospettive complementari: proteggere i civili (R2P)rafforzare la resilienza dei territori (Mare & Foresta)raccontare le crisi senza ferire (IMAP).

Leggi anche: [Parte 1 – Proteggere i civili] · [Parte 3 – Media per la pace]


Mare & Foresta

Adattamento, allerta precoce e comunità resilienti


La sicurezza di una comunità non nasce solo da eserciti e confini: nasce anche da foreste e mare. Oceani e boschi regolano clima e acqua, sostengono cibo e lavoro, riducono rischi sanitari e sociali. COP30 e Decennio ONU delle Scienze del Mare offrono un’agenda concreta: adattamento, early warning, finanza e trasparenza delle filiere. Tradotta bene, diventa politica pubblica praticabile—anche in 90 giorni.  


di Giorgio Gasperoni


Perché “Mare & Foresta” insieme

Il binomio funziona perché tiene insieme tre piani che spesso trattiamo separati. Il primo è il clima: l’oceano assorbe calore e influenza correnti e precipitazioni; le foreste trattengono acqua e carbonio, stabilizzano i versanti, riducono l’erosione. Il secondo è l’economia reale: pesca, turismo, filiere del legno e dell’agroalimentare, servizi ecosistemici che – quando saltano – diventano costi pubblici. Il terzo è la pace positiva: meno shock climatici vuol dire meno conflitti locali per risorse, meno migrazioni forzate, più coesione sociale. In pratica: meno emergenze e più futuro.


Dalla dignità alla prassi – una serie in 3 tappe

Parte 1 - Negli ultimi mesi, seguendo i materiali dei “secondi 100 giorni” legati alle Nazioni Unite, abbiamo raccolto una convinzione semplice: la pace è fatta di pratiche verificabili. Questa serie propone tre prospettive complementari: proteggere i civili (R2P), rafforzare la resilienza dei territori (Mare & Foresta), raccontare le crisi senza ferire (IMAP).

Leggi anche: [Parte 2 – Mare & Foresta] · [Parte 3 – Media per la pace]


Proteggere i civili

Vent’anni di R2P tra etica e istituzioni


Vent’anni fa l’ONU ha fissato un principio scomodo: quando la dignità umana viene calpestata su larga scala, la comunità internazionale non può limitarsi a “prendere atto”. R2P nasce per prevenire atrocità di massa, ma la sua forza è soprattutto prima della crisi: allerta precoce, diplomazia, protezione dei civili e sostegno agli Stati. In un tempo di guerre ibride e informazione tossica, R2P è una grammatica etico-istituzionale che parla anche ai territori.  

di Giorgio Gasperoni

Una norma, non un’ideologia

R2P non nasce in laboratorio, ma nella memoria dei fallimenti: quando la comunità internazionale arriva tardi, o arriva divisa, e i civili pagano il prezzo più alto. Nel 2005 l’ONU riconosce due cose insieme: la prima è che ogni Stato ha la responsabilità di proteggere la propria popolazione; la seconda è che, quando uno Stato non può o non vuole farlo, la responsabilità diventa anche internazionale, attraverso strumenti diplomatici, umanitari e – solo in ultima istanza – azioni collettive nel quadro ONU. È qui la differenza decisiva: R2P non è “diritto d’ingerenza”, ma responsabilità condivisa e graduale, con un primato netto della prevenzione.  

23 gennaio 2026

UPF UK ospita la proiezione di "Unsilenced”, documentario prodotto da UN Women

La violenza contro le donne è una delle violazioni dei diritti umani più gravi e diffuse del nostro tempo. Questa piaga sociale non conosce limiti geografici, culturali o economici e rappresenta un'emergenza globale che è possibile sradicare solo attraverso un impegno collettivo.

Per sostenere la lotta contro la violenza di genere, Universal Peace Federation UK, ha ospitato presso la sua sede londinese di Lancaster Gate, il 9 dicembre 2025, la proiezione del documentario in tre episodi, "Unsilenced: Storie di sopravvivenza, speranza e attivismo”.  

Attraverso la voce di Nicole Kidman, Ambasciatrice di Buona Volontà di UN Women, il filmato racconta la difficile situazione delle donne e delle ragazze vittime di violenza domestica, coercizione e pratiche culturali oppressive in diversi paesi e contesti, evidenziando la gravità della loro situazione.

UPF Slovacchia: Ján Figeľ interviene alla tavola rotonda su mass media e libertà religiosa

In occasione della Giornata dei Diritti Umani 2025, Universal Peace Federation Slovacchia ha organizzato, il 10 dicembre 2025, una tavola rotonda presso la propria Ambasciata di Pace a Bratislava, sul tema «Media e libertà religiosa: valorizzano, ignorano o pongono a rischio le minoranze religiose e le nuove confessioni?».

Nel suo discorso di benvenuto, il presidente di UPF Slovacchia, Miloš Klas, ha citato il giornalista italiano Marco Respinti: «Le parole, le immagini e i titoli della stampa modellano l'opinione pubblica. Questa modalità di presentazione dei fatti può contribuire a preservare la dignità delle persone coinvolte o, al contrario, legittimare pregiudizi. Sul tema della libertà religiosa i media sono diventati parte del problema: anziché svolgere il ruolo di custodi della democrazia, frequentemente si comportano da suoi accusatori e giudici, o persino come sacerdoti dell'ortodossia".

Filippine: IMAP e partner a convegno su affidabilità e responsabilità sociale dei media

Quezon City – Filippine. L'Associazione Internazionale Media per la Pace, in collaborazione con Peace Pro Inc., ha celebrato il suo primo anniversario di fondazione con un grande evento, riunendo professionisti dell’informazione, cappellani consiglieri di Stato, educatori, leader tribali e organizzazioni affiliate. 

Tenutosi a Quezon City il 10 dicembre 2025, questo importante incontro ha posto l’accento sul crescente ruolo dei giornalisti e degli assistenti spirituali nel formare un percorso culturale ed educativo di pace, integrità e comunicazione responsabile.